La prima volta

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Lungi da me l'idea di generare fraintendimenti col titolo, mi riferisco alla prima volta dei matrimoni alla Mole Antonelliana e a Palazzo Madama. Ho parlato dei matrimoni in sedi auliche in un precedente post, quando le formalità erano tutte concluse, ma ancora non si era passati alla fase pratica.

Adesso sì.

Il 25 luglio si è tenuto il primo matrimonio alla Mole, il 5 settembre il primo a Palazzo Madama. Primi di una lunga serie, permettetemi di aggiungere.

In questo caso non servono molte parole, abbiamo le foto (che trovate in fotogallery) e il servizio del telegiornale (in rassegna video) a rendere molto meglio l'idea dei due eventi, ma vorrei raccontare qui le mie personali sensazioni di celebrante.

Ogni volta che unisco in matrimonio due persone cerco di dare importanza e forza al momento, perché ne percepisco e  condivido l'emozione. Il 25 luglio e il 5 settembre, però, mi sono emozionato in prima persona.

Perché ho visto gli occhi degli sposi perdersi nei due musei, gli invitati guardarsi intorno ammirati, i visitatori affacciare il naso curiosi. La Mole e Palazzo Madama, già di per sé bellissimi, avevano una vivacità tutta nuova.

C'era fermento, c'era emozione, c'era anche tensione.

Per me e per tutti i miei collaboratori sono stati due pomeriggi indimenticabili, figuriamoci per sposi ed invitati!

                                    

Ho terminato i due pomeriggi pensando che celebrare un matrimonio è proprio un onore.

 

Tg1 Matrimoni alla Mole Antonelliana

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Servizio del TG1 sui matirmoni a Torino alla Mole Antonelliana

 

   

Scene da un matrimonio

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Chi di noi non ha mai visto i matrimoni dei film americani, sotto il portico con i fiori, in giardino, sulla spiaggia o in altri luoghi che la fantasia possa suggerire?

In Italia questo non è possibile perché i matrimoni civili devono avvenire in luoghi "ufficiali", che abbiano la qualifica di "casa comunale". In parole povere, devono essere luoghi riconosciuti dall'amministrazione, in cui il rito abbia valore giuridico e in cui il celebrante possa legittimamente sancire l'unione della coppia.

Certo, è un po' meno romantico dei film americani, ma è anche più solenne.

Se pensiamo che il matrimonio debba durare tutta la vita, allora la solennità del luogo in cui viene celebrato assume grande importanza.

Solennità e bellezza, aggiungo io, affinché sia indimenticabile.

 

Ecco perché è nata l'idea dei matrimoni in sedi di pregio artistico della Città di Torino. Per coniugare solennità e bellezza, ricordo personale e storia.

Sposarsi in un museo o in un palazzo storico vuol dire legare per sempre la memoria della Città e dell'Italia intera alla propria memoria personale e sentire il museo un po' come pezzo di sé.

 

Il percorso per annoverare questa possibilità non è stato facile, perché molte sono state le resistenze: il matrimonio svilirà la solennità del museo? Gli invitati avranno atteggiamenti poco adatti ad un palazzo storico?

Dubbi pretestuosi, secondo me, di chi non accetta che i monumenti della Città siano davvero di tutti.

Fortunatamente, altre persone hanno compreso e condiviso subito, immaginando la bellezza della cerimonia, della sala adibita, della presenza degli invitati...

 

E così, Palazzo Madama e la Mole Antonelliana sono diventate le prime due sedi di pregio storico per i matrimoni. Speriamo che non rimangano sole e che altri luoghi bellissimi e importanti della Città possano ospitare delle indimenticabili scene da un matrimonio.

   

Passato, presente e futuro

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La Città di Torino offre da più di vent'anni un'occasione di festa ai coniugi  che celebrano cinquant'anni di matrimonio. Ogni settimana alle 14.30 la Sala Juvarra di via Corte d'Appello 16 (ex sede del Tribunale di Torino), ospita una cerimonia per celebrare le coppie che nel corso dell'anno raggiungono l'importante traguardo delle Nozze d'Oro. Da poco più di un anno l'onore di rappresentare la Città di fronte a questi cittadini speciali spetta a me.

La cerimonia è sempre stata molto solenne, nella sua semplicità: un discorso ufficiale, delle foto ricordo, un omaggio e un piccolo brindisi con rinfresco.

Ma il mio staff ed io siamo giovani e i giovani, si sa, sono temerari, perciò abbiamo deciso di prendere la festa e stravolgerla un po', forse anche traviati dai tanti anni di televisione che le ultime generazioni hanno vissuto.

Abbiamo pensato che l'anno del matrimonio dovrebbe essere indimenticabile per chiunque, tanto più per chi è ancora insieme dopo 50 anni, ma nello stesso tempo sappiamo che non sono molte le occasioni per aprire i cassetti della memoria e tirare fuori quei ricordi.

Allora l'abbiamo fatto noi, con musiche, diapositive, video.

Abbiamo aperto i cassetti di una memoria collettiva, ci siamo fatti aiutare da chi quegli anni li ha vissuti e abbiamo cercato di far rivivere politica, costume, moda, musica, cinema, sport e una Torino in bianco e nero. Con l' obiettivo di emozionarci insieme e di dire "grazie" a chi ha accompagnato Torino a diventare la città che è oggi.

 

 

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